Quasi le otto del mattino. Stazione affollata.
Varco la soglia e non so come, mi viene in mente la Sary.
Chissà come sta, chissà se le piace qui, nella nuova università. Istintivamente alzo la testa per vedere gli orari di arrivo. Setteecinquantuno. Chissà.
Mi appropinquo al binario, mi conviene sbrigarmi sennò perdo l'unico treno in grado di portarmi a Mi in orario. Scala destra o scala sinistra?
Salgo dalla prima che capita a tiro, cercando di aprirmi un varco tra il flusso di folla.
Salgo i primi cinque gradini. Alzo la testa e lei è lassù. Parla con un'altra ragazza e sorride, un sorriso fantastico. Scende le scale e quasi come un film me la trovo a dieci cm. Afferro il suo braccio e non dico nulla. Sorrido e basta. Un bellissimo "Ciao!" pieno di vita e di sorpresa mi è rimasto nella testa per un bel po'.
Avrei voluto scattarti una foto.



