martedì, 16 dicembre 2008

Capogiro, discoteca dalle mie parti. Lo scorso sabato sera. Anzi, ormai domenica mattina, visto che eran già le tre passate.

Io ero stanchissimassstremata dopo essermi dimenata per un buon 2 ore e mezza e mi facevano anche piuttosto male i piedi, as usual. Così ho avuto la malaugurata idea di allontanarmi dai miei ometti (i miei amici, n.d.a.) e appoggiarmi al primo muro che m'è capitato a tiro.

Niente di più sbagliato.

In meno di due secondi è piombato lì lo sfigato di turno che non si è nemmeno sprecato di salutare ma è passato direttamente alla domanda clue: sei fidanzata?

Io devo averlo guardato un attimo con gli occhi sbarrati, dopodichè ho risposto con un no che suonava quasi più come un e a te che cazzo ti frega?

Lui non ha minimamente colto il mio tono di voce ed è andato avanti imperterrito a parlare dicendo: ah davverooooo??? cavolo, sei la prima che me lo dice, solitamente tutte le ragazze a cui lo chiedo mi rispondono di sì (prova a pensare perchè coglione che non sei altro, pensavo io nel frattempo)

Alchè ho candidamente risposto: Sì, perchè le ragazze normalmente sono bugiarde, io invece son più sincera e te lo dico in modo diretto che non ho la benchè minima intenzione di uscire con te.

 

 

blaterato dalla Lò alle ore 16:00 | sblink! | commenti (7)
e lo ritrovi in...parola mia
mercoledì, 10 dicembre 2008

Bipbipbipbip. Svegliadimmerda! esclama la mia testa.

Apro gli occhi nel buio della mia camera. Li richiudo.

Una fitta fulminante alla testa, ai muscoli delle gambe, alla pancia, al collo e ai linfonodi. Sì, è successo ancora, come ogni maledetta settimana.

SbrigatiEleonoraaa perdiiiil treeeeno urla la jenitor dal bagno. Lentamente emergo dal piumone (checcazzo io non la volevo sta bestia!), un piede giù, l’altro.

Sembra tutto occhèi finchè non arrivo davanti allo specchio: vorrei urlare io, adesso. Gli occhi gonfi, il collo di dimensioni raddoppiate, le labbra deturpate da quello stracavolo di herpes da stress. Un mostro.

Forse posso ancora fare qualcosa, truccarmi magari limiterà i danni.

Ma no, che dico? Stavolta l’ho fatta grossa.

Così in una frazione di secondo decido: niente Milano oggi.

Non posso farmi vedere così, non posso.

La jenitor urla ancora, effettivamente di solito a quell’ora son già per strada.

Afferro di corsa una Rosso, butto nella borsa il mini piccì, i quaderni e la mia vergogna del dì precedente ed esco.

Salgo su un bus a caso, il 2, che non prendevo più dai tempi del Sarpi, direzione biblioteca. Ho freddo e sonno ed ho l’impressione che tutti stiano fissando la mia faccia tonda e gonfia, il mio corpo enorme.

Mi immergo nella sciarpa e calo il cappellaccio che il jenitor odia tanto.

Intanto penso…ah se ti vedesse qualcuno che ti conosce! Che vergogna sei, Lò. Che vergogna.

 

E ripenso a Lignano, alla spensieratezza dell’estate (che sì, capitava anche lì, ma raramente e con effetti per nulla devastanti). Non devo, non devo pensarci!

 

Leo mi ha scritto Ciao bestiolina di mare.

blaterato dalla Lò alle ore 18:05 | sblink! | commenti (4)
e lo ritrovi in...sfighe et incazzature