E' tutto il giorno che ascolto "I miss you" del mio figo Fedde (amo quest'uomo).
Quella canzone m'ipnotizza, con quel ritmo più lento e rotondo, insolito rispetto alle sue produzioni standard. (una a caso: Put your hands up for detroit è decisamente più picchiata ...)
Solo che oggi è diverso. Diverso perchè solitamente ascoltando canzoni con titoli simili penso sempre a qualcuno, ad una persona precisa che mi manca, che vorrei lì con me...ci stavo addirittura un po' male in passato. (sì, beh..una volta ero sensibile anch'io, capita..)
Oggi no. Credo di aver raggiunto la cosiddetta pace dei sensi: non mi manca nessuno. O perlomeno..nessuna persona fisica. Se c'è qualcosa che mi manca sono certe sensazioni, ricordi lontani lontanissimi come quel toccarmi l'osso sporgente del fianco e riuscire ad afferarlo, la notte prima di addormentarmi (ora hai voglia a ritrovarlo sotto tutta sta massa d'adipe! ). Ricordi vicini come il ritornello di Safari che Leo mi cantava al mattino mentre preparava il caffè (non commentiamo circa la qualità e le quantità di latte aggiunte per fargli assumere un sapore quantomeno UMANO..) e dormire rannicchiata tra le sue braccia (assolutamente impagabile, qui casca la mia perenne freddezza).
La Scénic bianca su cui salivo guardinga in quei sabato pomeriggio clandestini fatti di bugie e di spensieratezza. Il traguardo dei tremila e della mezza maratona dove le gambe andavano da sole perchè in realtà era stanca solo la testa (sì, è sempre lei che mi fotte). E le stesse gambe, tremanti nelle mie prime esibizioni da diggèi.
Andrei avanti all'infinito. Hmmm, occhèi..la prossima volta è meglio ascoltare Put your hands up for detroit





