Ohssì ohssì. Si può fare.
Anche se non è la giornata giusta per essere ottimisti, anche se ultimamente me ne capitano di ogni sorta...io ballo che mi passa.
Un po' di Can Can? Sì, io Can.
Sì, io posso. SIIIIIIIIIIIIIIII PUOOOOOOOOOO' FARE!
Ohssì ohssì. Si può fare.
Anche se non è la giornata giusta per essere ottimisti, anche se ultimamente me ne capitano di ogni sorta...io ballo che mi passa.
Un po' di Can Can? Sì, io Can.
Sì, io posso. SIIIIIIIIIIIIIIII PUOOOOOOOOOO' FARE!
Domanda: Cosa ci fa a mezzanotte meno un quarto una Lò dalla faccia incazzata che strilla contro la jenitor al cellulare mentre scende da Via della Gnocca con una borsa color militare che le fornisce una meravigliosa andatura sghemba?
Semplice. La jenitor è un'incompetente, perchè se ti dico che città alta è chiusa e dalla funicolare non riesco a scendere, che cavolo mi vuoi passare a prendere a fare?
Ma il particolare non è rilevante, bisogna tornare un po' indietro nel tempo per capire che ...cazzo, ce l'ho fatta.
Ho vinto io la sfida, la mia sfida. La sfida contro la paura, la timidezza, il tempo, la gente, gli sguardi.
Contro i jenitors che credevano fosse solo una perdita di tempo.
Contro me stessa e la mia fottutissima insicurezza.
Contro chi mi dice di crescere e lasciar perdere ste cose.
Un fanculo per tutti compresa la sottoscritta e un bel grazie al Teo e a chi crede in me.

CiVediamoInChiostro.
Male.
Molto male.
Malissimo.
Ho una paura assurda. di lasciare in bianco, di cannare tema, di andar fuori traccia..
Grazie degli in bocca al lupo comunque, a tutti voi che credete in me: jenitors, jenitors dei jenitors, amici più o meno cari, bloggers più o meno assidui.
Se domani muoio d'infarto questo sarà il mio testamento. Oh, vi voglio bene tutti quanti.
Lascio i miei pochi averi alla mia cagna, le redbull alla DE, mentre i pionieri e le technics li voglio con me nella tomba.
No, ma che dico?
No, no, non posso morire! Sabato devo suonare all' Ostro!!
Ieri era un po' uno scazzo day. Cioè non lo era finchè non ho aperto quella cavolo di pagina di messenger...devo disinstallarlo quell'aggeggio rubatempo e accendincazzature!
Stadifattocheeee...di umor nero e istinti omicidi verso il genere umano mi son messa a trafficare con emule, che solitamente sopprime o perlomeno calma i miei bollenti spiriti.
Poi...un mini terremoto percuote la scrivania.
E' la my personal saponetta aka cellulare che si mostra in tutta la sua splendida performance di vibrazione. E chi cazzo rompe i coglioni ades...uaaaaahh!! questo è ciò che il mio cervello stava dicendo prima di sconvolgersi alla vista del nome comparso sullo schermo.
Penserete voi: sarà il serramentista, il TSC (tatuato sul collo, nèh 'grat?), ......
No, risposta errata.
LUNAICO è la risposta esatta. Che si è scusato per non avermi salutato ieri, per "quei musi che ha regalato a tutti", perchè è un po' così in questo periodo.
Dal canto mio non sapevo che dire, i motivi del suo malumore li conosco, non bene.. ma a grandi linee so.
Avrei voluto parlargli di persona...ma mi è bastato sentirmi chiamare stellina per girare per casa per un quarto d'ora come se svolazzassi per aria.
Questi sono i rarissimi momenti in cui sento di amare alla follia il mio cellulare.
E così è finita.
Stamattina mi sono svegliata con un groviglio d'ansie interno e ho preparato l'ultima delle cartelle, in testa la versione remixata di This is the end dei Doors.
Ma non me ne rendo conto.
Sono entrata in classe, pochissime persone, discorsi sui temi d'esame, dediche sull'annuario nuovo di zecca.
Ma non me ne rendo conto.
Suona l'intervallo. L'ultimo intervallo, sarà davvero il mio ultimo intervallo? Mi alzo quasi meccanicamente destinazione macchinetta del caffè. Inserire moneta. Infilo i trenta centesimi uno per volta, lentamente...è il mio ultimo caffè al cacao, qui? Do un pugno alla macchinetta e schiaccio 18.
Ma non me ne rendo conto.
Ultima ora di abbracci, di in bocca al lupo, di promesse, baci e fotografie. I minuti scorrono lenti, le lacrime scorrono veloci invece, sul viso delle mie compagne. Io penso alle mie VERE compagne del secco suardo, avrei voluto passar con loro questo giorno. Suona la campanella, ficco tutti i libri nel cestello della bici, in cima c'è la bibbia. Varco la porta, respiro, sono fuori.
Ma non me ne rendo conto.
E così è finita. Già, ma per me l'inferno comicia adesso.

La mia testa è ormai esausta, al limite ancora prima di aver finito la scuola, al limite prima di aver cominciato quella fottutissima maturità (mi bocciano mi bocciano mi bocciano). E tutti mi vedono serena, tranquilla... sembro spensierata eh?
Bella in carne, che problemi posso avere?
Già, facile vista così, ma suvvia, non tediamo i lettori con le mie seghe mentali e non. Piuttosto scrivi, scrivi scrivi.
Sì, quest'anno è stato l'anno della grafomania. Ho riempito un'intera agenda e spesso mi rannicchio lì, tra il calorifero e la scrivania con sotto i bollini oppure nello studioLò, accanto allo scatolone dell'albero di natale e me la rileggo tutta.
Ho scritto di amori ed emozioni, lìddentro. C'è tutto: dal Marchino, al Lunaico, agli amati ritorni, ai pensieri lussuriosi e non, al mio fratellino prediletto. Vorrei scrivere tutto qui, pubblicarvi qualche stralcio, tanto ormai la privacy io non so più cos'è.
La jenitor infatti mi rovista DAPPERTUTTO. Manco c'avessi tre anni o qualche precedente per droga.
No, lei rovista, cerca, trova...finchè non mi sgama il libretto con le sue firme falsificate. cazzo.
Avete avvertito qualche terremoto in giro? Beh, erano le urla di entrambi i jenitors.
Il jenitor poi vedendo i votacci aggiunse: Ma beeeeene, vuoi farti bocciare?
E io: Sì, così poi andrò a fare la falsaria.

Immagina, quando correvi libero
con le tue scarpe scomode
e tanta voglia di far bene
Immagina, regali senza meritare
leggendo dei coriandoli
quelle atmosfere uniche
Immagina, la prima notte fuori casa
la sensazione di esser grande
ma di non poter decidere
Immagina, la tua ragazza moglie di
di chi ha saputo attenderla
e poi ha spento la sua stella
Immagina, l'umore di tua madre che
quando perdeva l'autobus
e ritardava in fabbrica
Immagina, tuo padre quante cose ancora
aveva da capire lui
come poteva insegnarle a te
Immagina, quando sognavi timido
nei pomeriggi da inventare
di nebbia e di rivincite
Immagina, quei giorni che hai dato tutto
e che nessuno lo ha capito
e ti sei sciolto in lacrime
Immagina, se sangue fosse fragola
se rabbia fosse una carezza
se odio fosse bacio in bocca
Non perdere di quel ragazzo non perdere
la bella parte di vivere
e quindi mettici l'anima e vivila e vivila.
Grazie Biagio, ogni volta mi fai disidratare di lacrime.