Work it harder, better, faster, make it....over.
Ragazzi che capodanno...e io che fino all'ultimo non ci credevo che i jenitors mi avrebbero lasciato andare senza troppi se e ma. Invece invece il 29 ero già in partenza provvista di sci (ma non di cuffie, …che chi se lo immaginava mi sarebbero servite?) finalmente lontana da quel postaccio chiamato Foppolo, in direzione Aprica.
Sono stati giorni di letti montati a mezzanotte, di letti che si sfondano alle due di notte e che poi vengono riciclati per gli ospiti (vero, Armando?) , di sveglia alle undici del mattino e anche più tardi (Sei operativa? Vieni sù a far colazione!!) , di record di mosche ammazzate (ne ho beccate 10 in mezzora), di ore di sci su chilometriche piste (che io, da povera frequentatrice di Foppolo, non avevo mai visto..), di scenate tra fratelli e io che mi sentivo di troppo (Ehm Teo..ma io non dovevo andare in albergo?), giorni di risse per offese a sorelle con chissà quali strani problemi, di racchette perse e poi recuperate, di corrente elettrica che salta per il phon a velocità due, di chi dice che sa sciare, di actioncam e le riprese delle ombre e della neve, di cioccolate con panna gratuite al bar causa bariste stordite, di redbull a gogò …basta?
No, non basta, ci sarebbero tre miliardi di cose da dire...le mie scoperte sensazionali del tipo che John Belushi è identico al Luciano, che il Teo ha un sacco di magliette stupende, che la Ari ha i miei stessi calzini e più la conosco più le voglio bene, che il Moralizzatore possiede un'ironia pungente, anche se ci contattava dal lontano “terzo mondo” (il suo sms recitava così: "Tanti auguri per un anno che ti possa portare tutto ciò che desideri, pure mio fratello ah ah."), che l’Armando ha un cappello da abominevole uomo delle nevi, che tutti si scandalizzano per il mio non bere alcool, che io russo quando ho il naso tappato ma l’Armando in ogni caso batte tutti, che il Tita è un genio a catturare le mosche col bicchiere, che la Marta è una cuoca sopraffina, che il Vale assomiglia troppo a Joey di Friends, che la Franci ha solo due anni più di me ed è già una sposina perfetta, che la mamma del Teo è una sciatrice instancabile e che il papà del Teo già alle undici del 31 dicembre voleva andarsene a letto senza aspettare l’anno nuovo.
E poi mancano comunque le serate…in quel posto che il Teo definiva “da zarri” ma alla fine, la seconda serata si è “fatto prendere” e siamo tornati a casa alla cinque, con la sottoscritta che non ci credeva di aver suonato (seppur con gran parte d’aiuto..grazie grazie Teo), …la consolle ad otto mani è una figata davvero J. E la sera di capodanno ho esordito col revival, che nessuno aveva voglia di fare (vedete…si sentiva la mancanza del Luciano) per poi passare a quel figone di Fedde Le Grand ed il mio favorito Yves La Rock.
Grazie davvero a tutta la family che mi ha accolto e sopportato, nonostante i miei disastri del tipo rovesciarmi addosso il caramello la sera della cena di capodanno per poi dover pulire tutto il pavimento della cucina con lo sgrassatore chante claire.
Eh insomma, cosa voglio di più dalla vita?
Un Luciano.