Tutto è cominciato con me seduta davanti allo schermo che tentavo di versionare ma in realtà chattavo su msn in attesa di chissàchè, ancora un po' incazzata per via del grande BOH, finchè la coscia non ha cominciato a vibrarmi insistentemente.
No, nessun elettrostimolatore, solo il mio adorato cellulare saponetta che mi reclamava.
"Cuginooo!!! Ma dove sei?" "Credo di essere davanti a casa tua, ci sono delle lance gialle" "Arrrrgggghh ma sei matto? Sei davanti a casa mia!!!"
Ed era lì, sì. Le pareti della mia stanza hanno visto una specie di diavolo della tasmania che in un turbine si è vestito (alla cazzo, ok) pettinato (mmmhhh) ....insomma diciamo che mi sono tirata insieme e sono corsa giù per le scale. E la prima cosa vista una volta fuori, ....è stata una scènic di passaggio. "Cugiiiiinoooo, hai visto la Sceniiiiiiic??"
Ma con quale frase migliore poteva cominciare il nostro pomeriggio di primo incontro senza le barriere dello schermo??? E infatti così è stato. L'ho portato a visitare la magione, o villa Lò, come dice lui. Ha conosciuto la mia CAGNA, finalmente. Si è sorpreso per la grotta infestata dalle zanzare, per i tremila cancelli, per la cappella sistina...
Mi ha raccontato della sua mamma cattiva che non gli lascia metter le calamite sul frigo...ma insomma!!
Ha pure assistito (con tanto di macchina fotografica) ad una telefonata tragicomica che avrei preferito evitare, ma che grazie al caro jenitor molto simpatico e che non dice mai bugie a fin di bene, ho dovuto sorbirmi....e mentre mi rotolavo sul tappeto (e mi rotolavano anche le palle, anzi le ovaie..) lui scattava foto e rideva. Grazie Angelo, sei un amore di cugino.
E poi, come poteva mancare Città Alta?? Il mitico Sarpi? Le mura chiacchierando con mia mamma che chiama per salutarlo? Urlare nella grata e misurare l'eco?
Tuttavia, come tutte le cose belle, anche questo pomeriggio si è tramutato in sera, cioè in obbligo-ritorno-a-casa. Volevo regalargli un anguria del mio orto...ma ha preferito il succo pompelmo (freddo!! solo freddo!) e un limone (dell'orto, sì, ovvio) 
e lo ritrovi in...giornate sceniccose, parola mia



